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A un anno dall'inizio della guerra in Iraq, abbiamo risposto
oggi all'appello del movimento per la pace degli Stati Uniti, rilanciato daI Forum Sociale Europeo di Parigi
e dal Forum Sociale Mondiale di Mumbai, per fermare la guerra e l'occupazione.
Siamo tornati in piazza dopo aver attraversato l'Italia con Carovane di pace dal sud e dal nord mentre altre
carovane sono in Medio Oriente a chiedere pace e giustizia.
Torniamo in piazza insieme ai movimenti di tutto il mondo, dopo un anno drammatico e
giorni bui -di atrocità e di lutti.
UN ANNO FA una coalizione di Stati guidata dagli Usa decise di utilizzare tutta la sua potenza
per muovere guerra all'Iraq.
Lo ha fatto contro il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, violando il diritto internazionale e contro la
volontà della grande maggioranza dei popoli del pianeta.
Lo ha fatto con la menzogna, dichiarando che l'Iraq possedeva armi terribili e che era pronta ad usarle
e dichiarando legami tra l'Iraq e il terribile attentato alle Torri gemelle.
Lo ha fatto dichiarando che avrebbe portato pace e democrazia per il popolo iracheno e in tutto il Medio Oriente.
Lo ha fatto teorizzando, con la "guerra preventiva", il diritto di imporre la propria volontà e la difesa dei propri
interessi, in qualunque luogo della terra.
Questa guerra è già costata decine di migliaia di vittime civili e militari irachene, più di
600 vittime - tra cui 19 soldati italiani caduti a Nassiriya - tra le truppe di occupazione,
ha comportato distruzioni immani e devastazioni ambientali, ha bruciato miliardi di dollari. Le armi non si sono
trovate.
Continua
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